Parla il Presidente

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Carissime famiglie Osal,
sotto molti punti di vista questo che stiamo vivendo è un brutto periodo, bruttissimo.

Mi torna in mente quando nell’inverno del 1985 scese così tanta neve da far crollare il palazzetto dello Sport di Milano, e nel nostro oratorio S.Luigi crollò il ‘pallone’ nel quale si svolgeva l’attività invernale con tutte le squadre di minibasket e quelle dei più piccini del calcio.

Nulla di paragonabile ai giorni attuali, ma quella fu l’unica altra volta in cui tutti furono costretti a fermarsi per periodo prolungato. Ma almeno si poteva uscire, se non altro per andare a spalare le montagne di neve, e ci si poteva incontrare e socializzare.

Stavolta non si può proprio. Meglio rimanere in casa a salvaguardare la propria salute, quella dei nostri famigliari, quella di chi si adopera nei supermercati, nei negozi di prossimità, sui mezzi pubblici, negli ospedali e per le strade.

Certamente è uno ‘stress’ per tutti e lo diventa ancora di più per chi è abituato a giocare, a fare sport, a muoversi e saltare in continuazione, specie per i giovani ed i giovanissimi. Ed è un peccato vederli ‘fremere’ in casa, e non avere neppure un cortile dove andare per un’oretta al giorno a fare una ‘sgambata’.

Però rispetto al 1985, adesso abbiamo la tecnologia che può aiutarci a farci sentire meno soli, che può permetterci di mantenere una partecipazione di base per tentare di rimanere in relazione tra noi e, perché no, di fare un po’ di attività fisica ‘da salotto’.

Ci siamo trovato tutti impreparati ad una simile evenienza, mai sperimentata prima, ma ormai ci siamo resi conto che la situazione rischia di diventare cronica. Tant’è vero che ora diversi suggerimenti iniziano ad arrivare anche dalle federazioni sportive, oltre che da coloro tra voi che più sono pronti ad usare la tecnologia in maniera
creativa.

Pertanto, con i vostri allenatori, istruttori e responsabili stiamo organizzando alcune iniziative che ci facciano sentire meno soli, che non vi facciano sentire abbandonati dall’O.Sa.L. che possano stimolare la fantasia, che ci permettano di fare ugualmente del movimento, e qualcosa vi è già stato comunicato in questi ultimi giorni. Noi
vogliamo in questo modo cercare di restare vicini a voi, perché ci manca la vostra presenza, spesso confusionaria, ma sempre gradita. E crediamo anche che in questo modo ci ritroveremo presto, spero (ma onestamente non sono ottimista stavolta) senza aver completamente interrotto quelle che erano le nostre abitudini di sportivi e le nostre relazioni sociali. Perché oltre alla bellezza di stare in campo assieme ai ragazzi ed alle ragazze c’è anche la ricchezza dei contatti con le loro famiglie, ed anche queste relazioni ci mancano molto.

Quindi in ‘alto i cuori’ (come direbbero i nostri assistenti spirituali) e ‘state in campana’ che abbiamo delle idee da sottoporvi. Un grosso arrivederci a tutti da parte mia.

Il Presidente
Giuseppe Darman

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